Essere parte
Ci sono luoghi che prendono vita
grazie alle persone che li attraversano.

Un concerto, un festival, uno spettacolo, una serata musicale, un evento culturale.
Occasioni diverse che hanno qualcosa in comune: per un momento, persone con storie, abitudini e interessi differenti si ritrovano nello stesso spazio, condividendo un’esperienza.
Vivendo in prima persona il mondo associativo, conosco da vicino l’impegno che serve per creare occasioni di incontro e condivisione e, se c’è una cosa di cui sono certa, è che dietro ogni evento ci sono persone che dedicano tempo, energie e idee per costruire qualcosa che vada oltre l’evento stesso.
Perché ciò che rimane, spesso, non è soltanto il ricordo di quello che è successo, ma le relazioni nate, i legami che si rafforzano e quel senso di appartenenza che permette alle persone di sentirsi parte di qualcosa, anche solo per una sera.
Credo che il mio coinvolgimento attivo in diverse realtà, abbia influenzato anche il mio modo di fotografare, portandomi ad osservare non soltanto ciò che accade al centro della scena, ma anche tutto quello che le ruota intorno.


















Una delle cose che apprezzo di più della fotografia è la possibilità di avvicinarmi ad ambienti che non conosco.
Non devo necessariamente condividere una passione per trovarla interessante; a volte, anzi, è proprio la distanza iniziale a incuriosirmi.
È successo anche quando ho iniziato a fotografare il mondo delle serate musicali: un contesto che, prima di conoscerlo meglio, osservavo soprattutto dall’esterno. Poi, frequentandolo con la macchina fotografica, ho cominciato a prestare attenzione ad altro: alle persone che si ritrovano, alla dedizione di chi organizza, alla preparazione di chi si esibisce, al rapporto che si crea tra chi propone qualcosa e chi sceglie di partecipare.









Mi sono resa conto di quanto sia facile ridurre un ambiente a quello che appare a una prima occhiata.
Fotografare mi offre invece una ragione per fermarmi, osservare più a lungo e provare a capire.
Ed è un aspetto del mio lavoro che vorrei continuare a coltivare: la possibilità di conoscere persone e situazioni differenti, senza dare per scontato di sapere già cosa troverò.